Una scultura rivolta all’uomo, ai suoi sentimenti.


Non è esatto dire che i testi critici sono congetture faziose, semmai sono ipotesi interpretative di un linguaggio che l’artista ha ritenuto congeniale alla costruzione del suo percorso creativo. La natura (cose e persone) ebbero origini forse solo, e lo dico celiando, per essere riprodotte: lo stupore, la paura, furono tali, alle origini, che l’uomo fu costretto a ricorrere a cauta imitazione e, successivamente, alle trasfigurazioni. Ogni elemento doveva essere filtrato da sapienza e sensibilità, destrezza e malinconia per poter rinascere una seconda volta, magari su una tela o dentro un marmo.




Hanno detto di lui…

 

Eugenio Riotto, l’uomo e l’artista, l’artista e l’uomo: due connotazioni senza confini, due entità senza separazione, in un fluire continuo e spontaneo dall’arte nella vita e dalla vita nell’arte. Dall’uomo, senza barriere, egli realizza le sue esperienze, scolpendole nella vita con una propensione da artista; dall’artista egli produce le sue opere scolpendole con quella profondità umana che alla nostra umanità conferisce grandezza.

Alla levigatezza delle sue sculture Eugenio Riotto sembra giungervi dopo avere eliminato strati e strati di problematiche terrene, di imperfezioni, per ottenere quell’equilibrio metafisico verso cui l’Umano tende incessantemente, nello sforzo di riappropriarsi di quella pura dimensione che lo ha generato.

Le forme scolpite, i bassorilievi, nonché i ritratti e i dipinti dell’uomo-artista e dell’artista-uomo, sembrano così provenire da una fonte compatta di purezza che nel viaggio verso il prodotto finale si ricongiungono alla fonte stessa.

Artista in continua sperimentazione di sé e non dell’arte in quanto sperimentazione, ma dell’arte di classica matrice, Eugenio Riotto affronta, di volta in volta, tematiche contemporanee come quella dello scioglimento dei ghiacci, che vengono lette e sublimate sempre dalla sua coerenza e forza espressiva, dando all’utente quel volo verso quella stessa fonte da cui partono tutte le sue opere: il Primo Respiro Primordiale.


Francesca Sifola

Scrittrice Napoletana che percorre attraverso i suoi testi problematiche contemporanee nel risveglio delle emozioni individuali.


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Con vera gioia, trovandomi ieri nello studio dello scultore Eugenio Riotto, accanto a belle opere a tutto tondo, ho visto, appesi a una parete vari rilievi che subito ho riconosciuto frutti del procedimento a negativo. Ecco animarsi davanti a me nuove spontaneità di ispirazione, di scelte, di armonie, che sotto il segno di quel procedimento assumevano la qualità raffinata che la plasticità dell’argilla mirabilmente trasmette. Il recupero poi di elementi della meccanica come valori estetici a sostanziare l’opera d’arte mi ha offerto un tema di meditazione sul rapporto ragione/mistero, meditazione che da sempre accompagna l’uomo che si pone all’arte.

 

Camillo Bersani

 

 

Eugenio Riotto torna dunque a proporre, scultura dopo scultura, un tema unico ed universale come quello dell’amore, che ha saputo sviluppare ed approfondire in modo deciso e delicato al contempo. Ciò che poi resta impressa assieme alla vitalità d’una materia in continuo incedere, ad evocare l’innato senso comunicativo cui ho già accennato, è l’intensità (oserei quasi definirla “caparbietà”) con la quale ha saputo portare avanti una professionalità conquistata passo dopo passo, e acquistata pienamente secondo un iter durante il quale non si è voluto concedere distrazioni di sorta. L’intimità, l’interiorità, il racconto di più figure, si è poi decriptato in funzione anche narrativa, lasciando spazio al pensiero del fruitore che oggi ne riesce a comprendere in pieno quel solido equilibrio che è la dimensione stessa dell’artista.

Marina di Pietrasanta, 14 luglio 2003

 

Lodovico Gierut

 

 

La poetica di Eugenio Riotto, così essenziale e intrisa di valori radicati nel profondo, si traduce in figure morbide e intense, ricche dei significati che vogliono tasmettee, L’amore per la natura e per gli uomini ormai roppo assediati dalla tecnologia e travolti da una modernità incalzante alle quali sembrano quasi sottrarsi, ritrovano il significato dei sentimenti veri e delle passioni eterne in una quiete e in un’intensità di gesti, con forza e dolcezza espressiva sia nelle statue del ciclo dedicato all’amore, caro ad ogni essere, sia nei ritratti, che nei bassorilievi ricchi di forze, di inventiva e di gradevolezza plastica. Le opere di Eugenio Riotto attirano l’interesse, inducono ad un senso di partecipazione e condivisione e a un desiderio di serenità e di libertà primigenia. Possono essere preziosa compagnia del nostro quotidiano.

 

Maria Grazia Bianchi (scrittrice / poetessa)

 

Le linee pure di Eugenio Riotto

 

Eugenio Riotto, dopo un lungo percorso al servizio dell’arte, sebbene di nascita siciliana, così profondamente permeato della terra di Versilia, giunge a Pietrasanta, culla dell’arte. Le sue figure senza volto riflettono l’anima ed i lineamenti di tutti noi, protagonisti del quotidiano e perennemente travolti dall’amore. Le sculture di Riotto travalicano il tempo e ci trasmettono un messaggio d’amore universale: fraterno, filiale, coniugale e … trascendente. Il messaggio sta tutto nei due angeli che si abbracciano e ci ricordano che la forza del bene in un mondo pieno di dolore è oggi l’unico possibile messaggio universale. La bellezza intesa nel senso sublimale dell’amore e della bontà è espressione di un ideale che racchiude l’universo artistico dell’artista che lo esplicita con un’infinita dolcezza e travolgente passione. Le linee pure di Eugenio Riotto

 

L’assessore alla Cultura

Massimiliano Simoni

 

Riotto, opere di sentimento

 

Pietrasanta centro d’arte e di artisti, di cultura e di linguaggi. Una terra fertile, assolutamente affascinante come l’espressione di Eugenio Riotto. Le sue opere sinuose e vibranti si sposano perfettamente con le atmosfere feconde della città che da anni, grazie alla sapiente tradizione della lavorazione del marmo, qui fermano la loro ispirazione nella materia, dando vita ad intense pagine d’arte, fino a nutrire di nuove emozioni il clima creativo della Piccola Atene. Anche Eugenio Riotto ha scelto Pietrasanta. Nel suo studio a due passi dalla centrale e maestosa piazza del Duomo, si rivela un percorso creativo dove amore e odio, uomo e macchina, materia e spirito, uniti dalla logica del sogno, con uno sguardo che indaga il futuro, si fondono in una espressione di coinvolgente e calda energia.È con grande piacere, dunque, che l’Amministrazione Comunale di Pietrasanta presenta il lavoro di Eugenio Riotto. Opere di sentimento, dalle quali non resta che lasciarsi sedurre.

 

Il Sindaco di Pietrasanta

Massimo Mallegni

 

Creatività a servizio dell’emozione

 

« […] certamente anche la concretezza per lui è qualcosa di astratto. Dà vita a delle ombre… nelle sue opere si vedono manichini da soli o abbracciati. Ma non rimangono senza anima…».

T. Daubler, Lipsia 1920

 

L’artista Eugenio Riotto, da tempo operante a Pietrasanta, prima come abile disegnatore e modellatore, poi e sempre più, come artista originale, capace di fermare i suoi felici sogni usando ogni materiale plasmabile pur prediligendo il nobile bronzo, non svela il mistero. Non è importante sapere, conoscere chi/che cosa raffiguri, l’importante è che quelle forme eleganti e armoniche sine persona e sine nomine, regalino delicate e al contempo forti emozioni.

Il tema dominante della sua produzione artistica, sempre e comunque all’insegna della bellezza, è l’amore ora sintetizzato in un abbraccio tra due figure, e che sia un uomo e una donna è appena accennato, ora in un bacio, oppure in una madre o in un padre con bambino. Mai una ricerca che indaga sulle variabili sentimentali, bensì fondata sull’amore che unisce e che rende i corpi sensibili alla vita che su queste forme scorre e si specchia e si rispecchia. Sono, infatti, superfici sapientemente levigate, piacevolissime al tatto, rese capaci di accogliere le migliori atmosfere.

Sono forme che suscitano rimembranze, richiami forti a Moore, nel taglio primitivistico dell’organizzazione della massa per valori primari e per sintesi, sebbene il suo sia un astrattismo più presente nella concezione della forma che nella realizzazione della stessa.

E’ chiaro come l’artista voglia parlare a tutti, soprattutto alla sfera emotivo-emozionale nella maniera più diretta e comunicativa possibile, ed è altrettanto chiaro che voglia dirci più di quello che noi a prima vista riusciamo o possiamo cogliere.

E’ dominante in queste sculture – afferma Dino Carlesi, suo primo recensore – la presenza di uno spirito amoroso tenerissimo, una scultura quasi appartata e lontana dagli “ismi” delle avanguardie..”.

Nell’attesa di scoprire le vie segrete a cui l’artista perviene per regalarci opere intense, auguro a Riotto di proseguire nell’incanto che sa regalarci ogni volta che si mette all’opera.


IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELLA REGIONE TOSCANA

On. Riccardo Nencini