Eugenio Riotto: the heart of things



It is essential for a sculptor to be able to correctly see and interpret the three-dimensional shape: the human body is the most demanding subject one can choose, even if it should be the one we know best.


Eugenio Riotto can be considered to be some sort of neo-humanist: thanks to his constant interest for the human figure, he decomposes and recomposes the organic structures offering works of art which appeal to be the essence of a thought and the synthesis of a particular state of mind.


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Una scultura rivolta all’uomo,

                                                                                              ai suoi sentimenti.



Non Ŕ esatto dire che i testi critici sono congetture faziose, semmai sono ipotesi interpretative

di un linguaggio che  l’artista ha ritenuto congeniale alla costruzione del suo percorso  creativo.

La natura  (cose e persone)  ebbero origini forse solo, e lo dico celiando, per essere riprodotte:

lo  stupore,  la paura,  furono  tali,  alle origini , che  l’uomo Ŕ costretto a ricorrere a cauta imitazione e, successivamente, alle trasfigurazioni. Ogni elemento  doveva essere filtrato  da sapienza e sensibilitÓ, destrezza e malinconia per poter  rinascere una seconda volta, magari su una tela o dentro un marmo.

Che l’opera d’arte continui a rimanere segreta e misteriosa rientra nell’ordine delle cose, come

segreto e misterioso deve rimanere un Dio. Si chiese un santo: “ Che Dio sarebbe quello che fa conoscere il proprio mistero?”  Ma l’artista Ŕ condannato a vivere la sua ricerca di mediazione e di trasfigurazione: la realtÓ Ŕ solo un pretesto,  una lusinghiera provocazione che vale per le simbologie sentimentali che noi vi immettiamo e vi riconosciamo.


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